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In primo piano

Siamo persone diverse, con background diversi, provenienti da diverse aziende di un gruppo che ci ha plasmato come esseri umani. 
Alcuni di noi provengono da Consumer Health, altri dai Medical Devices, altri dai Pharmaceutical Products. Ma ciò che ci unisce è la fede in un mondo migliore. Ed è quello che ci sforziamo di raggiungere ogni singolo giorno della nostra vita.

Marco
Appignani
Nessuna
Dopo qualche anno passato in un’azienda del gruppo IRI/STET sviluppando progetti informatici innovativi per l’epoca, arrivai in Johnson & Johnson Medical Devices, allora chiamata Ethicon, nel 1988. La posizione che mi era stata offerta, di Analista Funzionale, era “figlia” di una consulenza fatta al dipartimento MIS (nome ormai in disuso per la funzione dei Sistemi Informativi). Per me era un passaggio traumatico da un’azienda che faceva della tecnologia il suo core business ad un’azienda che utilizzava i Sistemi per supportare il suo core business, dove i Sistemi Informativi potevano essere un abilitatore di nuovi processi ma a volte introducevano anche vincoli spiacevoli. Ho avuto quindi l’opportunità di lavorare sempre a stretto contatto con le altre funzioni aziendali, partecipando a progetti in ambito della produzione, del magazzino e di supporto ad attività commerciali. L’etica professionale, l’attenzione alle persone ed al loro sviluppo, la centralità del consumatore e la passione per il successo si sono sedimentate in me, consentendomi, otto anni dopo, di intraprendere un nuovo percorso professionale in un’altra grande multinazionale dove ho messo a frutto quanto appreso in Ethicon, riuscendo a proseguire la mia carriera anche in ambiti commerciali e produttivi. Oltre agli aspetti lavorativi, grande importanza hanno avuto i rapporti personali, che sono continuati solidi e belli, grazie ad una sorta di identità e di valori comuni che rendono facile e aperta la relazione, nonostante il trascorrere del tempo.
Enrico
Baldassarri
Board Director, CEO
Ho trascorso vari anni della mia vita lavorativa in Johnson & Johnson Medical e più specificamente in Vision Care, ricoprendo posizioni di marketing e di gestione del business sia in Europa che in Africa. Ho anche lavorato, sia prima che dopo l’esperienza in J&J, con altre grandi multinazionali del largo consumo. Considero gli anni trascorsi in J&J a cavallo tra i 90 e i 2000 come i migliori anni dei 30 in totale della mia carriera. Spirito di gruppo, orgoglio, sacrificio, appartenenza, professionalità ed anche tanta allegria e grande divertimento! Memorie e momenti indelebili, che dureranno per sempre. Amicizie vere e forti! Risultati eccezionali e continui. Ci sembrava di essere invincibili. Viva la Johnson & Johnson!
Massimo
Bocci
Pensionato
Giusi
Cerfeda
Marketing Associate Director
Era il 1998 quando da Milano mi trasferivo a Roma per intraprendere una nuova esperienza nel marketing. Il cambiamento era duplice: passavo da un’azienda Europea, Nestlé, a un’azienda americana e in più cambiavo città !!! Quante volte mi sono persa sul GRA prima di arrivare in ufficio … e già li qualche collega appena conosciuto si offriva di farmi da cicerone. “Small company environment” – “Big company Impact” mi ripetevano all’ufficio del personale. E cosi è stato: ho trovato un gruppo di persone che mi ha accolta sin dall’inizio sul fronte professionale e personale, ho costruito legami che ancora oggi, sebbene siano passati oltre 15 anni da quando ho lasciato l’azienda, sono vivi e attivi. E non manca occasione di rivederci per raccontarci delle nostre nuove esperienze professionali, delle opportunità di fare network e… di fare festa! Big company impact – accidenti! Una bella infrastruttura a supporto …. Mai come in Johnson & Johnson ho imparato ad essere imprenditrice del mio business.
Stefano
Curti
Chief Brands Officer at Coty
In Johnson & Johnson è partita la mia esperienza di ormai quasi 30 anni nel settore cura della persona, bellezza e OTC. Nel frattempo sono stato presidente e amministratore delegato di società pubbliche e private, nonché di società di private equity e venture capital. Oggi sono Chief Brands Officer e membro del Comitato Esecutivo di Coty, una delle più grandi aziende di bellezza al mondo con marchi iconici come CoverGirl, Sally Hansen, Rimmel, Adidas, Bourjois, Max Factor, Nautica e un portafoglio di fragranze di lusso come Gucci, Burberry, Boss, Tiffany, Lacoste e molti altri. Prima di entrare in Coty, sono stato Global President presso Markwins Beauty Brands, leader globale nei cosmetici con un portafoglio di marchi che include Wet n Wild, Physicians Formula, LORAC, Black Radiance, Lip Smacker, Bonne Bell, The Colour Workshop, The Color Institute e POP distribuiti in oltre 80 paesi. In Johnson & Johnson ho ricoperto diversi incarichi, dal 1990 al 2012. Global President delle divisioni Beauty e Baby (Johnson’s Baby, Neutrogena, Aveeno, Clean & Clear, Lubriderm, RoC e molti altri); Presidente, J&J USA; Direttore Generale, Neutrogena; Amministratore Delegato e Direttore Marketing, Johnson & Johnson Europa, Africa e Medio Oriente. Altre mie precedenti posizioni esecutive includono quella di Global President presso Genomma Lab International, principale azienda pubblica in OTC e cura personale in America Latina; Presidente globale di Pfizer Consumer Healthcare; CEO e membro del consiglio di ExploraMed, incubatore di innovazione della Silicon Valley sostenuto dal fondo di venture capital New Enterprise Associates (NEA). Sono nato a Roma, dove ho cominciato la mia carriera a Santa Palomba, naturalizzato americano e ho vissuto e operato in 10 paesi tra Stati Uniti, Europa e America Latina.
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Tony
Frost
Head Manager
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Gualberto
Fugalli
Self Employed
Era una fredda mattina invernale di inizio Gennaio, agli albori degli anni ‘90, quando per la prima volta entrai in Johnson & Johnson Medical (allora si chiamava Ethicon). Cittadino di Roma, conoscevo molto vagamente l’ubicazione di Pomezia e, per la paura di sbagliare strada, partii da casa alle 6.30 del mattino. Quando arrivai era ancora buio, e mi sentivo disorientato, dopo anni passati all’estero, a studiare e poi a lavorare. Il primo impulso fu quello di tornare subito a casa. Invece rimasi. Per quasi un trentennio. In questo lungo arco di tempo ho avuto solamente 4 capi, tutti di eccezionale livello, e ho avuto l’opportunità’ di variare attraverso settori di business e funzioni diverse: dalla “Vision Care”, dove lanciammo sul mercato le prime lenti a contatto monouso della storia, al settore Consumer, comprendente una vastissima gamma di prodotti nel beauty e nel baby care, per poi approdare al settore dei Medical Devices, che annovera dispositivi medici e strumenti chirurgici in rappresentanza di quasi tutte le discipline mediche. Dei colossali pezzi che formano il mosaico Johnson & Johnson, l’unico che non ho mai avuto l’opportunità di sperimentare è quello farmaceutico, uno dei più importanti del mondo. Ho iniziato nel marketing, proseguito nelle vendite, sono poi approdato alla gestione del business, con una breve parentesi nella Supply Chain. E poi ancora marketing, business management e professional education. Anche lo scopo geografico e ‘ stato molto vario, dall’ Italia all’Europa e con continue frequentazioni e relazioni strettissime con la casa madre statunitense. Nel momento in cui ho smesso di lavorare per Johnson & Johnson, una delle mie più grandi soddisfazioni è stata quella di realizzare che, scorrendo la lista di distribuzione aziendale, sono riuscito ad individuare decine e decine di persone con le quali mi sarebbe piaciuto rimanere amico, uscire di tanto in tanto e persino andare in vacanza. Da questa azienda ho avuto tutto: lavori interessanti e stimolanti, divertimento, soldi, formazione, possibilità di viaggiare e di cambiare completamente tipo di lavoro, ho ricevuto sempre rispetto e considerazione. Ho avuto colleghi eccellenti e trovato amici carissimi. Tramite questa azienda ho conosciuto la donna della mia vita e avuto due bimbi “aziendali” (padre e madre J&J). Ho ricevuto talmente tanto che spesso mi sono sentito quasi in colpa nell’incassare lo stipendio, a fine mese. Non si scrivono capitoli importanti delle vicende del mondo per più di 130 anni se non si è veramente una delle compagnie più grandi della storia. Come in tutte le aziende, ci sono anche momenti duri, difficili da vivere e da comprendere. Ma poi ritorna sempre a splendere il sole nel cielo Johnson & Johnson, dove ogni giorno persone bellissime sono concentrate e intente a migliorare la vita degli altri, da protagoniste.
Laura
Lentini
Project Manager
Nel 1993 vengo assunta in Johnson & Johnson Medical Devices, allora Ethicon, dopo piccole esperienze lavorative. Un anno dopo vengo chiamata nella Divisione Consumer, prima nel gruppo Sanitary Products e poi nel Trade Maketing. Attività sui punti vendita, testate di gondola, aree promozionali, slitte, materiali sales, merchandising, analisi prezzi, gadget e progetti speciali come la realizzazione della Intranet aziendale per la mia B.U., hanno riempito le mie giornate. Ho visto alba e stelle in tutta Italia accanto a una forza vendite straordinaria. Per scelta, ho poi proseguito con altre interessanti esperienze lavorative: account in agenzia di pubblicità, responsabile comunicazione in una holding immobiliare, project manager in una società di business innovation ma il cuore, la testa e la crescita professionale rimangono sempre legati a questa meravigliosa Azienda, con la A maiuscola, che mi ha dato davvero tantissimo: ambiente sano, etico, professionale con un'Area Operations eccezionale (mi incantavo a guardare il processo produttivo dei cotton fioc e dei salvaslip), corsi di formazione continui, aggiornamenti, condivisione di conoscenze a livello internazionale, progetti concreti, proattività, iniziative, collaborazione con agenzie e partner fantastici, giornate inclusive durante eventi e convention dove il mix tra impegno e piacere ci faceva trascorrere ore e ore senza accorgerci della fatica (più o meno). Ma soprattutto le persone. Persone di altissimo livello professionale molte delle quali si sono trasformate in rapporti di amicizia duraturi e decennali e alcune “amiche per la pelle” con le quali condivido tuttora cene, vacanze, compleanni e, nonostante alcune siano sparse nel mondo, ci vediamo e sentiamo settimanalmente. Il senso di appartenenza a questa Azienda rimane per tutta la vita. Johnson & Johnson Alumna forever.
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Luca
Lentini
CFO
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Keith
Lerner
Retired
Livia
Prestimonaco
KAM/Business Development Mger
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Susanna
Reggioli
Retired
Simona
Riem
Senior Business Development Manager
Katia
Romano
Direttore Marketing e Comunicazione
Sono approdata a J&J nel Consumer Marketing nel 1999… odissea nello spazio? In un certo senso sì, l’entrata in J&J è stata per me la possibilità di vivere una grande esperienza, unica e ancora pietra miliare della mia storia personale e professionale. Sì, perchè J&J oltre ad essere stata l’esperienza lavorativa più formativa e completa che abbia mai vissuto (e di cui ho beneficiato in tutta la mia carriera di responsabile Marketing nelle diverse aziende successive e nei successivi ruoli direttivi), è stata l’occasione per entrare in una famiglia unica e speciale, una famiglia allargata festaiola e inclusiva, fatta di (profonda) amicizia, divertimento (sfrenato) e tanta vita condivisa. Io che non ero di Roma, in poche settimane ho trovato tanti nuovi amici, con cui ho condiviso esperienze professionali e di vita che porto ancora con me, con cui ho lavorato fianco a fianco in giornate (e serate) in ufficio che non stancavano mai, per poi tirare tardi in centro, a divertirsi, per vivere ogni istante di quella vita fino in fondo. Ed è così che sono nate storie, affetti e matrimoni che ancora oggi fanno parte di noi e della nostra storia… della nostra famiglia allargata 🙂 Poi nel tempo, anche quando ci siamo persi di vista per diversi anni e ci siamo ritrovati quasi per caso, abbiamo ripreso esattamente da dove avevamo lasciato, come se il tempo non fosse mai passato e la distanza non si fosse mai inserita. Bella la famiglia J&J, begli gli amici-excolleghi, bella e prezioso il bagaglio di professionalità e di esperienza acquisiti. A volte mi sono chiesta quale fosse stato il segreto per il nostro affiatamento così spontaneo e immediato, per la nostra affinità, complicità, coinvolgimento ed inclusione… forse in J&J ci hanno selezionato proprio per queste caratteristiche personali, che ci hanno reso la famiglia che siamo. Grazie J&J e grazie a tutti voi di esserci stati e di esserci ancora 🙂s